Un’unica razza, quella umana

Il giorno 22 gennaio noi, classe 3 D, siamo andati insieme alle altre terze al Binario 21, che si trova nella Stazione Centrale di Milano.

Sul Binario 21 passavano treni merci che, nel periodo fascista, venivano utilizzati per deportare gli ebrei dal carcere di San Vittore ad Auschwitz.

All’entrata, ci siamo trovati davanti un muro con scritto sopra la parola “Indifferenza”, voluto da Liliana Segre, che aveva solo otto anni quando furono emanate le leggi razziali.

Per lei, e in seguito per tutti, A? stata l’indifferenza che ha causato oltre 6 milioni di ebrei.

La nostra guida ha raccontato che gli ebrei non erano discriminati solo per l’aspetto fisico, ma anche per il portamento e il comportamento: la razza ariana considerava sorridere una debolezza, come qualsiasi tipo di gentilezza; la moda era un aspetto molto importante: nelle foto, ad esempio, gli uomini, oltre ad essere sempre seri, portavano la sigaretta in bocca, in segno di superioritA�.

E’ stato proprio questo atteggiamento a portare l’idea di razzismo nel mondo.

Dopo, abbiamo potuto osservare il binario 19: ci ha colpito, in particolare, un cartello che diceva “vietato trasporto persone”.

Questa cosa ci ha lasciato a bocca aperta per il fatto che i deportati venivano considerati come oggetti, senza vita e senza libertA�.

La guerra A? nata per idee razziste; ci sembra un avvenimento remoto, ma il razzismo A? presente tuttora anche nelle nostre vite: idee sbagliate, concetti errati ci entrano in testa per colpa di quelle persone che, ancora oggi, credono di essere superiori ad altri popoli di provenienza diversa.

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Noi, comunque, conosciamo un’unica razza: quella umana.

 

Maddalena Gatti, Sarah Mazzarelli

3D

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